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Cosenza, ecco cosa va e cosa non va

La pausa del campionato di serie B offre l’occasione ai rossoblù per fare un primo bilancio di una stagione iniziata bene ma poi diventata complicata

Tra i problemi da affrontare con priorità l’assetto della difesa, la peggiore del torneo. Ma anche in attacco si deve migliorare

Cosa va e cosa non va. La pausa del campionato di serie B ha offerto l'occasione per il Cosenza di far un primo bilancio della stagione: i lupi torneranno in campo questa domenica contro il Cittadella per provare a confermare i segnali di risveglio emersi nell'ultima gara vittoriosa contro il Palermo, la seconda della gestione genica di mister Viali. 

Le premesse per rilanciarsi ci sono, in questo campionato che finora è stato "double face" per i rossoblù. Una stagione a due ritmi quella della squadra calabrese, che ha avuto un inizio brillante per poi crollare con una serie di prestazioni negative che sono costate la panchina a Dionigi. Fra le note liete di questa prima parte della cadetteria la crescita costante di un talento come Aldo Florenzi, classe 2002 che dimostra una maturità da veterano unita a grandi qualità tecniche e fisiche. La sua presenza si fa sentire, come la sua assenza. Le altre due note positive, secondo gli addetti ai lavori, sono Rigione e Rispoli, uniche certezze di una difesa che rappresenta in realtà il più evidente "tallone d'Achille" di questo Cosenza: lo dicono i numeri, in effetti, visto che la retroguardia rossoblù con 23 reti al passivo è la peggiore della categoria. Inoltre, anche l'alternanza in porta tra Matosevic e Marson non ha aiutato la difesa a trovare un assetto davvero stabile, e infatti l'intenzione della società è quella di guardarsi intorno per reperire un portiere davvero affidabile. Ma anche in fase offensiva c'è ancora da migliorare e tanto, considerando che Larrivey non è ancora ai livelli del finale di stagione passata e il fantasista D'Urso è ancora incostante. 

In generale, Viali, in un'intervista a LacTv, ha detto di aver «trovato una squadra con delle attitudini importanti ma che stava passando un momento difficile. Quindi quando ho accettato ero convinto di poter dare una scossa importante. Quando sono entrato in quello spogliatoio ho percepito subito un’atmosfera pesante, anche perché la squadra veniva da quattro sconfitte consecutive. Ho puntato molto sull’aspetto psicologico e soprattutto sul coraggio». Quanto al mercato di gennaio, l'allenatore del Cosenza ha specificato: «Alla società ho chiesto prima di tutto di conoscere i miei calciatori attraverso l'allenamento, il mercato poi sarà un discorso che affronteremo più avanti».

Intanto, approfittando della sosta, il Cosenza Calcio porta avanti il suo impegno sociale, come quello per la donazione di sangue, varando iniziative in favore dei donatori. Le ha annunciato il presidente Eugenio Guarascio nel corso del memorial “Giovanna Gualtieri” che si è tenuto a Parenti.